Crisi ucraina, i tassi sui mutui

Al 1 marzo 2022, sesto giorno dall’esplosione della crisi ucraina, i tassi di riferimento per i mutui variabili registravano un -0,55 per la scadenza dell’Euribor a un mese, -0,53 per l’Euribor a tre mesi e -0,49 per l’Euribor a sei mesi.

Cali compresi tra -0,12 e -0,15 anche per l’Eurirs, riferimento per i tassi fissi, con la scadenza a 10 anni a 0,70, a 15 anni a 0,87, a 20 anni a 0,85, a 30 anni a 0,70.

Quanto costa un mutuo a tasso fisso oggi

Complessivamente tuttavia è vero che l’IRS, riferimento per i mutui a tasso fisso, è cresciuto intorno a quota 1%, cosa che non accadeva da maggio 2019. Questo, secondo i calcoli di Facile.it, ha determinato che per un mutuo fisso da 126.000 euro al 70%, da restituire in 25 anni, il miglior tasso (TAEG) disponibile il 1 marzo 2022 online è pari a 1,44%, con una rata da 489 euro al mese; dodici mesi fa, per un’operazione analoga, il miglior tasso era 1,04% e la rata 466 euro. Questo significa che chi chiede adesso un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 6.900 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.  

Inflazione e mutui a tasso variabile

Se i mutui a tasso fisso sono oggi già ben più costosi di quanto non fossero un anno fa, sul fronte del mutuo a tasso variabile, per ora, la situazione è ancora stabile. “L’Euribor – continuano da Facile.it – è ancora in negativo, ma per il futuro sarà determinante l’andamento dell’inflazione. Se il livello attuale diventerà strutturale, sarà inevitabile un intervento da parte della BCE sui tassi di interesse e questo avrebbe un impatto diretto sulle rate dei mutui variabili, sia per coloro che hanno già un finanziamento in essere, sia per coloro che lo sottoscriveranno in futuro”.

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