Il 2021 ha azzerato i cali nelle compravendite immobiliari in Italia dovuti alla pandemia. Secondo il report sul mercato immobiliare di Tempocasa – e questioni geopolitiche permettendo – ci sono tutte le carte in regola per una decisa ripresa del settore nei prossimi anni. Ecco quanto rilevato.

Compravendite immobiliari 2019-2021

Il mercato immobiliare italiano, secondo Tempocasa, sembra ormai essersi lasciato alle spalle il momento più difficile dall’inizio della pandemia di Covid-19. Se, infatti, nel 2019 le compravendite immobiliari registrate erano state 603.541 e nel 2020 erano scese a 557.926, per il 2021 le cifre sono confortanti. Secondo i dati presentati da Nomisma il 2021 dovrebbe essersi chiuso con ben 713.824 scambi, segnando quasi un + 28% di crescita.

La casa ideale degli italiani

Al netto delle difficoltà che tutti conosciamo, la pandemia non ha insomma spento il desiderio degli italiani di avere una casa ideale, migliorando il proprio stile di vita. Maggiore spazio, più servizi tecnologici e minori costi energetici sono tra i desiderata principali. Si è fatta più forte, quindi, la voglia di acquistare casa oppure di perfezionare quella in cui si vive, le cui pecche sono emerse in modo dirompente nei mesi di clausura. Molti sono gli spazi riscoperti del proprio appartamento a cui prima non si dava, probabilmente, la giusta importanza. A questo si è aggiunto il bisogno sempre più forte di avere un’abitazione en plein air, con angoli all’aperto e giardino, che sono diventati i protagonisti assoluti dell’home trend del 2021.

Comprare casa in periferia

Sempre secondo Nomisma oltre 3,3 milioni di famiglie – nonostante una situazione economica non propriamente florida – hanno deciso di intraprendere la ricerca di un nuovo immobile, concentrandosi più sulle periferie rispetto ai capoluoghi. Un primo riscontro del fenomeno di deurbanizzazione si può trovare nella ripartizione delle compravendite tra, appunto, i capoluoghi e i comuni dell’hinterland, mettendo a confronto il primo semestre 2021 con quello del 2019: nel biennio gli acquisti sono aumentati del 23,6% e i mercati di provincia hanno contribuito per il 70% all’incremento. A consentire questo tipo di reazione sono stati anche gli istituti bancari, che hanno favorito il ricorso al mutuo, strumento essenziale per la maggioranza delle famiglie italiane. Tanto che il 77% delle compravendite è stato sostenuto proprio da un finanziamento.

Quanto costano le case nelle città italiane

Sul fronte dei prezzi delle case in Italia, gli andamenti sono cambiati in base al settore di riferimento. Per il comparto del residenziale la variazione media annua è stata pari a +1,6%: il picco si è registrato a Milano, con +4,1%, mentre l’estremo inferiore è rappresentato dal -1,2% di Palermo.

Le abitazioni più costose? In Trentino-Alto Adige, con una media che si è attestata intorno ai 2.897 euro al metro quadro. Nel Centro Italia la regione meno cara, in media, è stata l’Abruzzo, dove un metro quadro è costato solo 1.148 euro. Comprare casa in Calabria conviene: qui il prezzo medio al metro quadro è stato di 919 euro, il valore più basso in assoluto. Inoltre, è interessante notare come non ci sia una corrispondenza di costo tra le province capoluogo e la media regionale: Milano, con i suoi 2.758 euro al metro quadro, è stata infatti la più costosa d’Italia.

Quanto ai tempi di vendita degli immobili, per concludere un acquisto nel settore residenziale sono occorsi in media 5,5 mesi, mentre sia per gli uffici che per i negozi sono stati necessari nove mesi (dati Nomisma). Da luglio a dicembre 2021 lo sconto applicato sul prezzo richiesto nella media dei tredici maggiori mercati italiani (Venezia, Milano, Torino, Bologna, Padova, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Catania e Cagliari) si è attestato al 12,2% per le abitazioni, al 15% per gli uffici e al 15,2% per i negozi.

Fonte: Idealista News, 9 Marzo 2022 https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2022/03/08/158052-osservatorio-mercato-immobiliare-compravendite

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