Torna il classico dilemma per chi deve scegliere un mutuo: tasso fisso o variabile? La risposta non è affatto facile: da un lato l’aumento dei tassi di 50 centesimi deciso dalla Bce giovedì scorso dopo 11 anni di movimenti in senso opposto è stato in parte già scontato dall’Euribor, che ha registrato nell’ultimo mese una salita di 25 centesimi per quanto riguarda il parametro a un mese e di 45 centesimi per il trimestrale; dall’altro l’Eurirs, l’indice del costo del denaro a lungo termine che serve per i mutui fissi, nelle ultime settimane è sceso di oltre mezzo punto.

Mutui e rate: i calcoli con finanziamenti a 20 e 30 anni

Ma nonostante questo, la forbice di costo tra variabili e fissi rimane molto ampia.Qui pubblichiamo le simulazioni relative ai mutui a 20 e 30 anni offerti alle migliori condizioni ricavabili dal sito mutuiOnline.it aggiornati al 20 luglio, ipotizzando un finanziamento da 150 mila euro per l’acquisto di una casa dal valore di 200 mila. Il tasso fisso a 20 anni ha un costo medio del 3,10 per cento, equivalente a una rata da 839,43 euro, mentre l’indicizzato è allo 0,97 per cento con una rata iniziale di 687,84 euro: sono 152 euro di differenza.
Per quanto riguarda i finanziamenti trentennali i fissi sono al 3,08 per cento con rata a 638,90 euro, a fronte degli indicizzati che hanno un tasso medio all’1,08 e rata iniziale a 487,99. Non si tratta di differenze di poco conto visto che sul mutuo a 30 anni significa risparmiare 150 euro al mese, a fronte però dell’incognita sul costo del denaro.

Fonte: il Corriere 29.07.2022;

Link all’articolo: Mutui e rate: i calcoli con finanziamenti a 20 e 30 anni – Mutui, con il tasso variabile rata più bassa di 150 euro (ancora per poco). Quando conviene il fisso? Le simulazioni – Corriere.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *