Vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto è questione di prospettiva. Il mercato dei mutui si trova a fare i conti con l’inasprimento delle politiche monetarie, ma resta su livelli sostenibili rispetto alle medie storiche, mentre si tenta il rilancio dell’accesso per i giovani.

È il classico caso in cui il bicchiere appare mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda della prospettiva adottata. L’ultimo rialzo dei tassi da parte della Bce complicherà l’accesso ai mutui, ma senza drammi a considerare le medie storiche. E proprio la decisione recente avvicina la fine della stretta.

Cosa cambia

“L’aumento del costo del denaro nell’ordine dello 0,50% comporterà un rialzo della rata media di un mutuo a tasso variabile (140mila euro per un immobile dal valore di 200mila euro) di circa il 5%, che in termini di valore significa fra i 33 e i 43 euro”, sottolinea Nicoletta Papucci, Direttore Marketing di MutuiOnline.it. In questo scenario, sottolinea l’esperta, si assiste a “un aumento del reddito netto dei richiedenti i finanziamenti”. Si restringe la platea di chi ha accesso al mercato e a essere colpiti sono soprattutto i giovani, nonostante il governo abbia rimodulato per il 2023 le misure a favore degli under 36, provvedimento che però almeno per ora non sta avendo lo stesso effetto visto al suo lancio nel luglio 2021. Da qui, sottolinea Papucci, la scelta di molte banche di lanciare prodotti specifici per i più giovani, puntando soprattutto su una durata maggiore del mutuo.

Lo scenario di mercato

In ogni caso, se si confrontano le condizioni attuali del mercato con le medie storiche, la situazione attuale è tutt’altro che drammatica. L’ultimo Osservatorio di MutuiOnline.it segnala che a gennaio il TAN medio per il mutuo a tasso fisso è stato del 3,66%, con la possibilità di spuntare sul mercato anche il 2,84%, mentre per il variabile i livelli raggiunti sono stati rispettivamente del 3,23% e del 2,28%. In tutti i casi la tendenza in crescita, ma si resta lontani dai livelli di dieci anni fa, quando il fisso viaggiava abbondantemente sopra il 5% e il variabile oltre il 3%, per altro con una tendenza in discesa rispetto al 2012.

Fare previsioni sul futuro è sempre un rischio, ma la sensazione tra gli addetti ai lavori è che la stretta monetaria da parte della Bce sia vicina al termine. Con molta probabilità l’istituto di Francoforte alzerà ancora i tassi nella riunione di marzo, dopo di che potrebbe cambiare approccio per non penalizzare troppo l’economia dell’Eurozona, soprattutto se troverà conferma il rallentamento dell’inflazione emerso negli ultimi mesi.

Fonte: Mutuionline (Mutui, i tassi salgono ma senza strappi | MutuiOnline.it).

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